domenica 10 novembre 2019

STEP#11:La tassonomia della cosa

Il moschettone ha una storia relativamente recente; I primi utilizzi documentati in campo alpinistico risalgono ad inizio 1900 quando lo scalatore tedesco Otto Herzog vide una squadra di Vigili del Fuoco usare dei moschettoni per far passare le corde alle loro cinture.Col passare del tempo è divenuto un mezzo indispensabile per l'alpinismo o per chiunque sia appassionato alla montagna e alle sue sfaccettature.

1)MOSCHETTONE A D ASIMMETRICO
2)MOSCHETTONE A D


4)MOSCHETTONE OVALE

3)MOSCHETTONE A PERA O HMS

6)MOSCHETTONE TWIN GATE
5)MOSCHETTONE A MAGLIA RAPIDA



8)MOSCHETTONE A SGANCIO RAPIDO


10)MOSCHETTONE AD OCCHIO GIREVOLE
7)MOSCHETTONE VLAD

9)MOSCHETTONE AUTOMATICO

STEP#10:I proverbi della cosa

1)"A friend loves at all times and a brother is born for adversity, like a Karabiner".
Un amico ama da sempre e un fratello è nato per le avversità, proprio come un moschettone.

2)"Memê le mousquetons le plus puissant ne peut resistér à une utilization excessive".
Nemmeno il moschettone più robusto resiste all'eccessivo uso.


STEP#9:I nomi della cosa

IL



IN ...


TEDESCO: Karabiner

PERSIANO: کارابین

PORTOGHESE: Mosquetão

SPAGNOLO: Mosquetón

RUMENO: Carabină

HINDI: Carabiner

CINESE: 鐵 鎖 (Tiě suǒ)

COREANO: 카라비너 (kalabineo)

FRANCESE: Mousquetons

INGLESE: Snaat-hook, Snaap-link, Karabiner

EBRAICO: טבעת

OLANDESE: Karabijnhaak

PIEMONTESE: Moschëtton

GENOVESE: Moschetón

NAPOLETANO: Moschettonè

DIALETTO ALPINO: Moscheton/Moschetoi

STEP#8:La cosa

IL MOSCHETTONE



Il moschettone può essere descritto come un anello solitamente costituito da materiale metallico, la cui apertura consente il collegamento o l'unione con altri oggetti. Gli utilizzi sono molteplici: dagli ambiti lavorativi, alla sicurezza, fino all'uso in discipline sportive ed edonistiche.
Per quanto riguarda l'ambito sportivo,  un settore in cui lo si ritrova spesso è quello dell'arrampicata.
Il collegamento del moschettone all'imbrago e di conseguenza alla corda consente innanzitutto la messa in sicurezza dello scalatore. Per evitare il rischio di rottura o l'apertura accidentale del moschettone è prima di tutto importante saper scegliere e utilizzare al meglio questo oggetto.
Il moschettone è quindi utilizzato come collegamento tra imbrago-corda, in doppio nei rinvii e come mezzo per la manovra finale al termine della via di arrampicata.
L'interesse per tale oggetto nasce dalle esperienze di arrampicata edonistica nel finalese, dove il particolare tipo di roccia unito alla bellezza del luogo hanno portato alla creazione di vere e proprie guide per l'arrampicata che vedono coinvolte più di 150 falesie.

domenica 27 ottobre 2019

STEP#7:Un film

LA SPIAGGIA


La spiaggia è una commedia del 1954, diretto da Alberto Lattuada con Anna Bassi e Mara Berni. Nel film vengono citati due paesi: "Potorno" e "Terrazzi", inventati dal regista prendendo spunto dai paesi realmente esistenti di Spotorno, Varigotti e Finale. La storia ha come protagonista una giovane donna di nome Anna, che decide di andare in vacanza in una località marittima con sua figlia Caterina. Tutto sembra procedere normalmente fino a quando Anna non conosce un ricco signore che la condurrà sulla passeggiata e da quel momento tutti i valori morali e sociali che noi tutti conosciamo vengono ribaltati.

(Trama completa al link:La spiaggia)



IO SONO VERA


Io sono Vera è un film di Beniamino Catena, regista conosciuto per altre riprese come Rosy Abate e Squadra Antimafia. Nel film compaiono giovani talenti del territorio ligure come Manuel Zicarelli e Caterina Bussa. Quest'ultima interpreterà il ruolo della bambina di nome Vera, protagonista del film, che scompare senza lasciare nessuna traccia. Alcuni anni dopo la sua sparizione riapare all'improvviso e da bambina che era si ritrova donna, di circa 30 anni. Inizialmente i medici pensano di essere di fronte ad un caso di invecchiamento precoce, ma la realtà è tutt'altra.

(Trama completa al link: Io sono Vera)


STEP#6:Il nome del luogo

Finalborgo deriva da Burgum Finarii, una terra di confine (ad fines) al tempo dei romani. Rinchiuso da mura medievali ancora ben visibili, con torri semicircolari, Finalborgo rappresenta la "Porta per il Medioevo" nel vero e proprio senso della parola.

Nel 1186, Enrico il Quercio si insediò nei pressi della montagna, per difendersi dai continui attacchi saraceni  via mare, nelle vicinanze del cosiddetto "Oltregiogo". Nacque così il Burgum Finarii, cioè il centro fortificato situato in posizione strategica tra i fiumi Pori e Aquila. Rifatto più volte, rimase per molto tempo sotto il marchesato dei Del Carretto e si fortificò e si ampliò fino a giungere nella Val Bormida. Con le mura di cinta, distrutte nel 1440 e poi rifatte in seguito nel 1450, il Borgo conserva lo stile caratteristico delle strutture Quattrocentesche. 
A partire della sue "Porte":
  1. Porta Reale
  2. Porta Romana
  3. Porta Testa
  4. Porta Mezzaluna
e anche per quanto riguarda i "Palazzi":
  1. Palazzo del Municipio
  2. Palazzo Cavassola
  3. Palazzo Gallesio
  4. Palazzo Brunengo
  5. Palazzo del Tribunale
  6. Palazzo Messea e Palazzo Arnaldi
  7. Palazzo Chiassari
Porta Reale


Palazzo del Tribunale


Oltre a Finalborgo, ci furono altri centri che costituirono il nuovo marchesato come:
  1. Finalmarina, che deriva da Ripa Maris Finarii, con i suoi cantieri navali
  2. Plebs Finarii, prima struttura religiosa altomedioevale
(Storia completa al link: Burgum Finarii)

STEP#5:Il mito


Percorrendo la statale tra Capo Noli e Finale si può ammirare il maestoso e simbolico "Leone del Malpasso". Risultato di fenomeni naturali, è il protagonista di una storia di amore e di ego umano.

Si narra che:
"Molti secoli un fa, un prode marinaio della Repubblica di Noli si imbarcò verso l'attuale Marocco incuriosito da una bestia tipica di quelle zone:il leone. Quando finalmente giunse in Africa e si imbatté in uno di questi felini, rimase colpito e decise di catturarne uno a tutti i costi. Dopo aver arruolato alcune persone con lui, andò a caccia dell'animale così tanto desiderato. Passarono parecchi giorni, ma dopo molti sforzi riuscirono a catturarne uno vivo e a caricarlo con loro per il ritorno in patria. Arrivato a casa decise di mostrare il suo bottino di caccia ai parenti e agli amici, ma durante tutte queste visite il leone non smetteva mai di ruggire verso la sua terra natia dove la sua altra metà faceva lo stesso. Così una notte distrusse la gabbia in cui era rinchiuso e andò verso la scogliera dove continuò a ruggire incessantemente per molti giorni. A tal punto un mago nei vicini dintorni, innervosito dal continuo lamento dell'animale, lo pietrificò per farlo tacere per sempre"
Ora passando di li lo si può ammirare sconsolato e rivolto verso il mare in cerca del suo amore. Si dice anche che nelle giornate in cui il vento soffia molto forte e molte velocemente si possono udire le risposte e i lamenti della leonessa dall'altra parte del mar.

(Storia completa al link: Il leone del Malpasso)